BY: Federica Bernardi

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Ho paura”, “Mi sento impazzire”, “Solo a pensarci mi angoscio”. Quante volte abbiamo detto o abbiamo sentito dire queste affermazioni?

L’ansia è in costante aumento nella nostra società: le più recenti statistiche ci dicono che circa 4 persone su 10 in Italia ne soffrono.

Ma che cos’è l’ansia? Quali sono i principali sintomi? E come possiamo imparare a gestirla?

Per comprendere meglio il concetto di ansia è necessario capire in cosa differiscono l’ansia e la paura. Esse sono due emozioni simili nella loro manifestazione fisiologica (attraverso sintomi fisici quali ad esempio tachicardia, respirazione affannosa, sudorazione, senso di nodo alla gola). Entrambe sono la reazione ad una “minaccia”, ma differiscono sostanzialmente perché la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale, mentre l’ansia è una reazione emotiva ad un pericolo percepito, non così ovvio agli occhi degli altri. A tutti capita spesso di avere paura, se così non fosse non sarebbe normale. Ad esempio, molti di noi provano paura quando si trovano vicino ad un dirupo, e questo è abbastanza normale. Diversamente, non tutti trovano terrorizzante stare in mezzo alla gente in un centro commerciale. Provare molta ansia è un’esperienza spiacevole, anche perché ci fa sentire diversi dagli altri, strani, a volte addirittura pazzi. Spesso gli altri ci prendono in giro quando scoprono che andare al supermercato o guidare l’automobile ci provoca tanta agitazione; solitamente chi soffre d’ansia cerca in tutti i modi di nasconderla agli altri, rifugiandosi nella propria solitudine.

Ma l’ansia può essere utile?

Quando l’ansia è moderata ci permette di rimanere in allerta, mentre quando è troppo intensa tende a farci sentire paralizzati, bloccati. L’ansia moderata (arousal, attivazione) ci consente di essere vigili, assumendo una funzione protettiva soprattutto in situazioni potenzialmente difficili. Un buon livello di arousal ci permette inoltre di migliorare le performance quali parlare in pubblico, sostenere una gara o affrontare una competizione sportiva. Se invece l’intensità dell’ansia supera un certo livello, le performance ne risentiranno in modo significativo.

Perché quindi alcune persone provano ansia di fronte ad uno stimolo mentre altri no? Come mai alcuni avvertono un “costante stato d’ansia, per ogni cosa” mentre altri no?

Sarebbe riduttivo ricondurre tutto ad una sola causa. Diversi fattori possono, infatti, influenzarsi a vicenda, come ad esempio:

  • Fattori biologici: a livello biologico, gli studi sostengono che vi siano alterazioni della quantità di alcuni neurotrasmettitori (noradrenalina, serotonina e GABA).
  • Apprendimento: spesso, le persone ansiose hanno appreso il “comportamento ansioso” da un genitore o da chi ha avuto un ruolo importante nella loro vita. Per fare un esempio, il genitore che soffre di un disturbo d’ansia potrebbe dire ripetutamente al figlio di “fare attenzione a…”. Questo atteggiamento genera nel bambino, che sta imparando, un legame fra la situazione e il possibile pericolo.
  • Eventi traumatici: è possibile che un evento accaduto nel nostro passato abbia fatto sì che una situazione venga ricordata come potenzialmente dannosa. L’evento traumatico può essere attualmente inconsapevole.

L’ansia può colpire bambini ed adulti. I sintomi possono essere molteplici. In generale però, l’ansia si manifesta a tre livelli:

  • Sintomi psicologici: sono i sintomi legati maggiormente al pensiero come la paura di morire, di perdere il controllo, di essere in pericolo, nervosismo, eccessiva preoccupazione, facilità al pianto, ecc.
  • Sintomi fisiologici: come tachicardia, sudorazione, dispnea, tremori, aumento della sudorazione, vertigini, debolezza, mal di pancia, ecc.
  • Sintomi comportamentali: come evitamento delle situazioni ansiogene, rifiuto di andare a scuola o a lavoro, richiesta continua di vicinanza della figura di riferimento, ricerca di rassicurazioni, pianto, tic, isolamento sociale, ecc.

I disturbi d’ ansia maggiormente diffusi, sia negli adulti che nei bambini, sono:

  • Disturbo d’ Ansia Generalizzato (DAG): si tratta di uno stato costante di tensione e preoccupazione.
  • Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) con o senza agorafobia: il panico è uno stato di intensa paura associato alla comparsa di sintomi fisici (es. dispnea, tachicardia, dolori al petto, tremori, rigidità muscolare, ecc.) e pensieri catastrofici (es. paura di morire, di impazzire, di svenire). L’agorafobia, è la paura di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile allontanarsi o procurarsi aiuto (es. grandi magazzini, cinema, concerti, ecc.).
  • Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC): è un disturbo caratterizzato da pensieri frequenti ed intrusivi che provocano ansia la quale può essere prevenuta o ridotta grazie a comportamenti e/o atti mentali ripetitivi che la persona si sente costretta a mettere in atto.
  • Fobie Semplici e Fobia Sociale (FS): si tratta di una intensa risposta di paura ad un oggetto o a una situazione sociale nella quale l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri.
  • Disturbo post-traumatico da stress (DPTS): è un disturbo d’ ansia che sorge in seguito ad un trauma. I sintomi possono essere differenti come, ad esempio, paura intensa, sentimenti di impotenza, ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi, disagio psicologico intenso in situazioni che rievocano il ricordo, evitamento di situazioni associate al trauma, difficoltà legate al sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione, ipervigilanza.
  • Disturbo d’ansia da separazione: molto frequente nei bambini, si manifesta attraverso una difficoltà persistente a lasciare i genitori e il timore costante ed eccessivo che possa accadere loro qualcosa di tragico, oltre al rifiuto sistematico di andare a scuola, di allontanarsi da casa o di rimanere da soli.

Un disturbo d’ansia, soprattutto se non trattato nel tempo, potrebbe dare delle conseguenze gravi nella qualità della vita quotidiana e/o manifestarsi anche attraverso disturbi di ordine medico. Nel primo caso, l’ansia può compromettere la qualità della vita influenzando le relazioni sociali e familiari, la qualità lavorativa, l’autostima, ecc. Nel secondo caso l’ansia può portare a disturbi come insonnia, cefalea, disturbi della sessualità, disturbi gastrointestinali, disturbi cardiocircolatori, disturbi dermatologici, disturbi dell’umore, disturbi alimentari, ecc.

Qual è la cura allora più efficace per i disturbi d’ansia?

E’ sempre consigliabile rivolgersi a un professionista. I disturbi d’ ansia possono essere presi in carico attraverso il trattamento psicologico e la psicoterapia, il trattamento farmacologico oppure entrambi i trattamenti.

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