BY: Federica Bernardi

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Il Piccolo Principe, il capolavoro di Saint-Exupéry, è solo in apparenza un libro per bambini: è una fiaba che insegna a ritrovare sé stessi nei rapporti umani, insegnandoci come le relazioni con gli altri, i legami affettivi e l’intimità emotiva rappresentino il principale fulcro della nostra identità. L’incontro tra il bambino e la volpe è infatti un trattato sull’importanza dei legami nelle relazioni umane.

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato

Queste le parole che la Volpe dice al Piccolo Principe per spiegargli perché quella rosa che ha coltivato e di cui si è preso cura per tanto tempo sia diventata la “Sua” rosa, adesso così diversa da tutte le

altre: essa non potrà mai più essere, ai suoi occhi, una rosa qualunque, perché è diventato responsabile del suo benessere.

Quando il Piccolo Principe verrà a conoscenza del roseto, infatti, la rosa non perderà importanza: egli capirà che la rosa non è speciale perché unica nel suo genere, bensì è speciale perché le vuole bene, perché c’è un legame che si è creato tra di loro.

Un bambino e la sua rosa, quindi. In realtà, questo riguarda tutti noi e le persone con cui abbiamo un qualche tipo di legame affettivo.

Ciò che differenzia per ognuno di noi una persona dall’altra è infatti la relazione che costruiamo con quest’ultima, dedicandole tempo e attenzioni, impegnandoci nel conoscerla nei suoi punti di forza e nelle sue fragilità. Ogni persona per noi importante lo è a seguito del rapporto che abbiamo costruito con questa, del tempo che abbiamo investito nel coltivare e nel creare una relazione con lei. Proprio come una pianta ha costantemente bisogno di sole e di acqua per vivere e crescere, ogni rapporto umano ha bisogno di essere coltivato e nutrito: un’amicizia, una relazione amorosa, un affetto basato su un’affinità intellettuale. Tutti i legami, di qualunque natura siano, non possono mai darsi per scontati e definiti una volta per tutte: è l’impegno e la volontà di entrambe le parti che permettono ad un legame di mantenersi nel tempo, crescere ed evolversi col mutare delle persone stesse che vi sono coinvolte.

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

La volpe, con queste parole, insegna al Piccolo Principe il valore dell’amicizia, che per lei significa essere addomesticata. Essere addomesticata per la volpe vuol dire creare una relazione, creare un legame, quindi.

Una relazione è una fonte di appartenenza, di identità riconoscimento reciproco per entrambi i partecipanti che, in virtù del rapporto che li lega, condividono determinate attese riguardo a ciò che ognuno può aspettarsi di ricevere e dare all’altro.

I legami che gli esseri umani creano vanno al di là del puramente visibile, diventano pensieri, significati e schemi mentali. Questo significa conservare memoria di quel legame, poter contare sulla consapevolezza della disponibilità affettiva dell’altro anche se non disponiamo della sua presenza fisica, significa poter fruire del tempo dell’attesa…

Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi

 

1 commento

  • Annap

    Vero ma poi se non le si dedica più tempo appassisce…

    15 Giugno 2020 | Reply

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